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29.11.04

Lazy sunday afternoon

Domenica pomeriggio, io e Massi ci siamo ritrovati a discutere di giornalismo musicale, mentre entrambi eravamo alla ricerca dell'anima.

Gli spunti di partenza erano due. Le riflessioni di questi tre guaglioni indie su come si debba scrivere di musica, e questo articolo del NYT, ripreso poi dal Guardian e da Momus, nel quale si discute del pregiudizio rocchettaro ('rockism') contro le musiche altre.

Giornalismo musicale, e non critica, come giustamente sottolinea IBDD, perchè innanzitutto qui di strutture musicali non ne si capisce una beata fava (con un grosso sforzo posso arrivare a teorizzare la differenza tra strofa, ritornello e middle-eight), sia perchè chi scrive qui soffre di bulimia musicale: è sempre alla ricerca di nuovi suoni e nuovi stimoli derivanti da quelle note combinate tra di loro. Ed, in quanto musicalmente bulimico, il sottoscritto ha sempre fatto (ab)uso di quegli strumenti informativi noti al mondo come riviste musicali.

Come si scrive di musica? Io butto lì due cose: si scrive di pancia, e si scrive in buona fede. Si scrive di pancia, come faceva lei sul Mucchio, e di questo sempre sia lodata. Ho pochissimi ascolti in comune con SuperDaniela, ma quando leggevi un suo articolo sentivi la passione scorrere attraverso le sue righe. Chi scrive di un artista deve invogliarti a conoscerlo- ed il metodo sarà il suo stile: per immagini, per racconti di vita vissuta, per colori. L'importante è che ti incuriosisca: deve farti sentire il brivido, deve spiegarti chi è questo artista che non conosci, e cosa ti stai perdendo a non ascoltarlo. E si scrive in buona fede. Il che vuol dire che se apro una qualsiasi rivista oggi, italiana o straniera che sia, su cento recensioni novantanove usano termini come 'essenziale', 'indispensabile' e 'capolavoro'. E l'unica che diverge è una stroncatura di Bryan Adams (e sarà, inoltre, l'unica che leggerò con piacere e che attirerà la mia attenzione). Signori giornalisti musicali, questo non è recensire: questo è mollichismo indie. Siete tutti tanti Mollica che producono il loro Indie-Doreciakgulp.

Ritrovate la vostra obiettività. Se parlate di un vostro mito personale, dichiaratelo. Prendete il coraggio, e dite quello che tutti sanno. Che i dischi sono troppo lunghi, e contengono per metà canzoni decenti, mentre l'altra metà è un riempitivo dovuto al minutaggio eccessivo dei ciddì. Parlate di singoli brani: gli album interi che valgono si contano, in un anno, sulla punta delle dita di una sola mano. Controllate il significato degli aggettivi che usate: se 'essenziale' è il demo d'esordio della band dell'Oklahoma e 'capolavoro' il side-project del bassista della band di culto, i Beatles e London Calling verranno da Marte. Ricordatevi che viviamo nell'epoca del peer-to-peer: io, bulimico musicale, ci metto pochi minuti a verificare se quello che avete appena incensato vale realmente qualcosa. E ci metto identicamente pochi minuti a catalogarvi tra gli inaffidabili. Ed, infine, ricordatevi di lasciare la spocchia a casa: non state facendo arte, state informando e state aiutando a vendere dischi al bulimico musicale. Dovete convincere il mondo che il prodotto che vendete è meglio dell'altro nella colonna a fianco. Del fatto che voi li avete scoperti per primi, non gliene frega niente a nessuno. Ve lo dirà anche il vostro direttore, quando la rivista verrà chiusa perchè nessuno se la compra.
Antonio, 29.11.04 | link | 0 comments |

28.11.04

Old red eyes is back

Avevo rinunciato da anni a seguire la carriera di Paul Heaton.
Se ho provato ad ascoltare questo nuovo disco, ed ora lo ritrovo costantemente nel mio stereo, è unicamente per colpa sua.

Un mio amico, cui pagherò i diritti d'autore, ha una teoria.
Gli Housemartins erano quattro soggettoni(*). Quattro ragazzini, uno più brutto dell'altro, tremendamente goffi, che ballavano in maniera improbabile e si vestivano in modo indecente.
In altre parole: un faro di speranza per tutti noi, adolescenti soggettoni alla fine degli anni ottanta. Noi che vivevamo incastonati in un unico, grande brufolo. Noi con le felpe ed i pantaloni deformi, comprati da mamme fiduciose che prima o poi saremmo cresciuti. Noi che alle feste eravamo la tappezzeria, e che avremmo preso la patente prima di perdere la verginità.
Ripeto, glli Housemartins erano la nostra speranza. Perchè era chiaro: Morrissey bluffava. Era bello, aveva fascino, e chiunque di noi si sarebbe immediatamente catapultato in un letto con lui, a prescindere dal proprio orientamento sessuale. Con Paul Heaton, invece, saresti andato ad ubriacarti ed a giocare a pallone, per poi finire su di una panchina a cantare accappella canzoni soul degli anni sessanta.
Morrissey era uno che non voleva. Paul Heaton, come noi, non poteva.

Era il bravo ragazzo con la voce di un angelo. E, come tutti quelli che fanno troppo i bravi ragazzi, ad un certo punto è impazzito. Ha sciolto gli Housemartins(**). Ha fondato un nuovo gruppo, ha iniziato a fumare, a bere troppo ed a prendere droghe. Una serie di belle canzoni, e poi ha anche buttato nel cesso la voce, l'ispirazione e la carriera.

Ogni volta che usciva con un disco nuovo, guardavo il video con una segreta speranza- ma lui era sempre più grasso e gonfio di alcool. Lo spettro di tutte le promesse dell'adolescenza che la vita ha massacrato.
Ora è tornato, con un disco di cover. Ha preso una canzone di Grease e l'ha resa un ballatone drammatico. Una canzone dei Ramones è diventata una marcetta per letterine. Un brano di un'orrida boy band trasformato in un lento fumoso. Un inno per metallari virato salsa. E poi gli Zombies, i Lush, Rufus Wainwright- fotocopiati. Pancazzeggio, siamo d'accordo. Ma è proprio per quello che, all'inizio, volevamo disperatamente essere suoi amici.
E quando, sull'ultimo brano, tira fuori quel falsetto, ripensi a tutte le volte che, sotto la doccia, hai provato a prendere l'acuto di The World's on Fire. E capisci quanto gli vuoi bene a quel vecchio bastardo.

Qui, nella sezione download- the beautiful south, ci sono, in mp3, tutte le versioni originali. Non ditelo al ministro, però.

(*) neapolitan for 'nerd'
(**) si prega di apprezzare lo sforzo per non aver mai nominato le parole 'bassista', 'superstar dj', 'lo smilzo chiatto'
Antonio, 28.11.04 | link | 0 comments |

Così parlò l'ingegnere

"Ho visto che stai leggendo molto Truman Capote."
"Si, me l'ha fatto scoprire un'amica.."
"Bene. Stai finalmente diventando una persona matura."

(non credo di aver realmente capito 'sta cosa)
Antonio, 28.11.04 | link | 0 comments |

Di nuovo al buio

Andare a cinema e poi, mentre tutti vanno a tirar tardi, ritirarsi, contenti di coricarsi presto il sabato sera. Forse trentanni vuol dire anche questo.
(il film era una figata)
Antonio, 28.11.04 | link | 0 comments |

25.11.04

Chissà quanto costa il Palapartenope

Mentre inizio a preparare la mia nuova carriera da mago, Daria, la mia press agent, mi scrive questo. Ed ora convincetela anche voi ad aprirsi finalmente un blog.

Lavorare a casa significa stare a soli 5 metri di distanza dal televisore. Significa anche che la tentazione di accenderlo è troppo forte. Dunque lo faccio.

Chi di voi mi conosce bene sa quanto io sia fanatica delle reti locali. È vero, da quando ho lasciato Napoli Gennaro D’Auria è un lontano ricordo, ma non vi preoccupate, ho trovato degni sostituti su Teletevere. Per coloro che non sanno di cosa parlo, dirò che questa rete televisiva non trasmette maghi e affini. No, e nemmeno le televendite cui pure sono tanto affezionata. Teletevere trasmette, sempre, una trasmissione che mostra un santone americano che fa miracoli in diretta, di fronte ad una sterminata platea adorante e cantante. Ora, il tapino dovrà pure sostenersi: voglio dire, i miracoli sono gratis, ma l’affitto di un teatro grande più della Carnegie Hall dovrà pur esser pagato, o no? Dunque, ecco come fare.

Basta chiamare il numero in sovrimpressione e donare, amici, donare! E non crediate che santone & co. non ve ne saranno grati. Essi vi omaggeranno, per donazioni superiori ai 550 (cinquecentocinquanta) euro di:
1) una riproduzione, in formato stampa, dell’ originale del quadro “il guaritore” (vi assicuro che è orrendo: c’è una tipa sulla quale incombe un losco figuro che somiglia a Rasputin) tratto da non ricordo quale passaggio biblico e dipinto da una tipa dal nome impronunciabile, ma dalla foto ricorda Mrs Doubtfire;
2) una boccetta di olio da unzione (estrema?) della terra santa;
3) una statuina, in finto avorio, dell’arcangelo Michele che ammazza il diavolo.

Ora che sapete, cari amici, mano al portafogli e siate generosi!
Antonio, 25.11.04 | link | 0 comments |

Ciucciuettola

E comunque, declino ogni responsabilità. Io porto sfiga solo a me stesso, mai agli altri.
Antonio, 25.11.04 | link | 0 comments |

23.11.04

1980

Poi si è trattato di scrivere la data su di un foglio bianco. Ed in un attimo, stamattina, è tornato tutto.

Era buio. Mia madre che lavora in una stanza, mio padre che guarda novantesimo minuto nel soggiorno. Io, un bambino che sta per compiere sette anni, e che si inventa giochi da solo per scacciare la noia. Sono nella mia cameretta, decido di mettermi addosso quel vestito da Arlecchino che mi hanno regalato a Carnevale. Non sono cresciuto troppo, quest'anno, mi va ancora bene. Voglio proprio fare una sorpresa a mamma, chissà come reagisce a vedermi così vestito. Attraverso il corridoio. E' lungo, ed è buio. Talmente lungo che ci faccio lunghe partite a pallone, da solo. Io sono entrambe le squadre. E' buio, ma mi piace camminare nell'oscurità. Arrivo lì dove c'è la piccola luce gialla, e c'è mamma, sommersa da un mare di carte, che studia. La chiamo. Lei alza lo sguardo, e mi sorride. E poi.

E poi siamo tutti e due al buio, e si sente un botto. Ci guardiamo, ed in quell'attimo nel quale gli occhi si abituano all'oscurità, comprendiamo che sotto di noi la terra sta ballando. Mio padre ci prende e ci trascina tutti sotto uno stipite. "E' il terremoto", dice. Incamero la notizia, mentre il palazzo va tutto da una parte, poi tutto dall'altra. Piatti, bicchieri, quadri- rumori di cose che cadono, che si rompono. Dalla finestra, vedo che tutte le case della strada ballano, da una parte, poi dall'altra. Dopo il minuto più lungo della mia vita, siamo in strada, tutta la città è per strada. Spaventata, ma tutta intera.

Dormiamo tutti nelle automobili, in ogni piazza c'è un'aggregazione, un accampamento. C'è un Arlecchino nel freddo, e qualcuno mi regala caramelle. Papà è tornato a casa, ha chiuso per bene tutto e ha portato cappotti e maglioni. Le radioline danno notizie. Tutti tremano, perchè tutti hanno parenti in Irpinia, in Lucania, nei paesi della provincia che ci dicono rasi al suolo. Nella notte riescono a riallacciare i collegamenti telefonici. I miei nonni cilentani stanno bene. Mia nonna, che vive vicino alla Basilicata, invece, non si trova. La mattina, all'alba, partiamo. Mia madre, una volta ancora, mantiene quella calma e quella forza. Ai miei occhi di bambino, sembra una qualunque gita della domenica. Arrivati al paese, la casa è crollata per metà. Mia nonna era per strada, sta bene, è viva. Mia nonna guarda la casa e piange. Vivrà in un prefabbricato per i successivi sei anni.

Due giorni dopo, in alcuni paesi devono ancora arrivare i soccorsi. Il nostro presidente Pertini lancia un messaggio di rabbia e di impotenza alla televisione. Il ministro degli interni si dimette. Il Mattino titola "Fate Presto".
Antonio, 23.11.04 | link | 0 comments |

22.11.04

Otelma

Che va a finire che Berlusconi, che è furbo, capisce che non potrà mai abbassare le tasse, e fa cadere il governo. Si va alle elezioni anticipate, il centro-centro-centro un-pò-di-sinistra-ma-non-troppo-che-pare-brutto è ancora troppo impegnato a discutere sul chi deve fare cosa e con quale ruolo, e non sia mai che i cattolici ci rimangono male, quindi diamogli tutto. E Berlusconi vince di nuovo, con un nuovo plebiscito bulgaro.
Antonio, 22.11.04 | link | 0 comments |

Di nuovo al buio

Sono l'unico che ricorda con affetto questo film di Mike Leigh dove i buoni portano le magliette degli Smiths ed i cattivi quelle dei Cure?
(ieri visto Vera Drake. piaciuto. però, per favore, qualcuno mi consigli una bella commedia, che sto inanellando visioni tristerrime. e l'umore è già quello che è.)
Antonio, 22.11.04 | link | 0 comments |

20.11.04

Io il video non lo avevo mai visto

Feist e Paola Turci sono la stessa persona.
Antonio, 20.11.04 | link | 0 comments |

19.11.04

Intollerabile attesa

Stasera si concluderà la seconda edizione dell'Isola.
Ancora poche ore, e scopriremo se la produzione- ops, volevo dire: il pubblico sovrano, sceglierà di far vincere Muniz, oppure quel naufrago spagnolo solitario, oppure Sergio, il fotomodello straniero.

In realtà, potrebbe anche esserci un vincitore ufficiale diverso. Giusto per rendere la puntata un pò meno scontata, fare vincere uno a caso tra Chiquito e Paquito, regalandogli così un paio di ospitate all'Italia sul 2, per poi concentrarsi sul prodotto principale.

Si, perchè è stato comunque raggiunto l'obiettivo della trasmissione: prendere un perfetto sconosciuto (Muniz chi?), sostenere che sia famoso (ha fatto uno spot televisivo per una salumeria di Bilbao nel 1995!), relegarlo su di una spiaggia diversa nella quale non faccia troppi danni aprendo la bocca, oppure fornicando con qualche collega naufrago. Così giustificare un'esposizione mediatica doppia rispetto agli altri concorrenti, creando il nuovo Costantino per l'anno che verrà. Doppi introiti, visto che l'agenzia è sempre la stessa.
Quanto meno questo, a differenza del quarto di macelleria prodotto da Costanzo, bono lo è realmente.

Per il resto, l'Isola ha nuovamente sbancato l'audience. Più che per meriti propri, campando di rendita del successo dell'edizione passata, e ringraziando affettuosamente il casting totalmente sballato del reality direttamente concorrente (difficile produrre un'edizione del GF più noiosa).

Mi mantengo fedele alla mia linea, per cui nei reality amo le donne squinternate. Eleggo miei personaggi preferiti la Elia, la Ribas ed, a sorpresa, la mia gerontofila concittadina, che pure ci ha regalato alti momenti di televisione. Gli uomini: non pervenuti.

Per l'anno prossimo, nuova formula: si manderanno Diggeifrancesco, Don Mazzi e Diaco con una navicella su Plutone. E poi si vede se riescono a tornare.

Update. "per non parlare del panico che coglie me personalmente e più o meno tutti quelli che conosco all'idea che d'ora in poi il venerdi sera toccherà procurarsi una vita". Una strepitosa Guia Soncini sul Foglio di oggi (in pdf).
Antonio, 19.11.04 | link | 0 comments |

18.11.04

Pulitzer

"Anna Maria Franzoni e Stefano Lorenzi sono, prima di tutto, due bellissimi ragazzi."

Barbara Palombelli, oggi, Corriere della Sera Magazine.
Antonio, 18.11.04 | link | 0 comments |

17.11.04

Verità rivelate

Questi due dischi funzionano molto meglio del Prozac.
E costano anche meno.
Antonio, 17.11.04 | link | 0 comments |

Il monomaniaco

Solo per dirvi che, se avete il satellite, stasera su Raisat passano la puntata di Letterman con Zio Ciuffo ospite. Se poi avete una vita normale e la sera uscite, beati voi.
Antonio, 17.11.04 | link | 0 comments |

15.11.04

L'acqua alla gola

"Volevo dire che zompettando qui e lì tra i vari blog, mi sento spesso invidioso nei confronti di quei bravi bloggers di bologna che discutono su chi-c'era-e-com'era-vestito-ieri-sera-a-Il-Covo, che si scambiano consigli sui concerti da vedere o sui dischi da comprare.
Invidio i bloggers delle cittadine del nord che s'impegnano a criticare le viltà piccolo-borghesi e provinciali dei loro concittadini, così come invidio i bloggers/indie rockers romani e i loro problemi di cuore e di look.
Sono invidioso, perché mi rendo conto di quanto loro possano dare (giustamente) per scontato tutta una serie di cose che qui a Napoli - purtroppo - sembra che non siano più tanto scontate."


Confessioni e racconti dalla città dove, se non bastasse il resto, stanno chiudendo tutti i negozi di dischi.
Antonio, 15.11.04 | link | 0 comments |

Autostrada deserta, ai confini del mare

Mi sorge un dubbio, leggendo tutte queste lodi sperticate che accompagnano la copia fotostatica fatta da Beck del pezzo dei Korgis.
Il dubbio è se ci sia ancora bisogno di sdoganare, con un nome rispettabile, le canzoni pop che hanno segnato la nostra vita (*).

A me sembra che la cover di Beck nulla tolga e nulla aggiunga: ricalca, pedissequamente. Non è brutta, ma non innova e non diverte. Non è Phil Collins (riuscite a pensare ad un nome più fuori moda, al giorno d'oggi? solo gli oasis, probabilmente) riletto dai Postal Service. Non sono gli U2, nel loro momento di maggiore gloria pomposa, giustiziati dai Pet Shop Boys.

Riprendere un brano può essere omaggio, può essere iconoclastia. Per sopravvivere ad una rapida scomparsa dalla cartella delle curiosità, la cover deve prendere un brano oggettivamente brutto e tirarne fuori il bello che nessuno era riuscito a vederci. La canzone dei Korgis, invece, aveva già in sè una tetra disperazione che solo chi qualifica la musica in misura inversamente proporzionale ai suoi passaggi radiofonici può negare.

Aspettiamo ora che Bjork faccia una cover di Clouds across the Moon. Così potremo finalmente ammettere di conoscerla tutta a memoria, da decenni.

Appendice. Qui potete vedere i tremendamente noiosi White Stripes massacrare un capolavoro della meravigliosa Dolly Parton.

(*) disclaimer- che nessun musone si ammusonisca, non ce l'ho con nessuno in particolare: e poi, come diceva zio Clint, le opinioni sono come le palle: ognuno ha le sue.
Antonio, 15.11.04 | link | 0 comments |

14.11.04

Winter marches on

Apri il lettore di musica che usi sul tuo piccì. Prendi il disco che hai ascoltato di più quest'anno. Segui il suo consiglio, ed aggiungi loro. Poi segui l'altro suo consiglio, ed aggiungi loro.
Inserisci la funzione random, nasconditi sotto al piumone, riscaldati.
Non sentirai la mancanza di un disco di Belle&Sebastian per quest'anno.
Che il miglior pop continui ad arrivare dagli Stati Uniti, oramai, non ti stupisce più.

Update. Momus decreta le cose migliori del 2004, e vota suo disco dell'anno quello di Hypo. Uli sarà contenta.
Antonio, 14.11.04 | link | 0 comments |

13.11.04

C'è qualcosa che mi sfugge

Ieri mi sono vaccinato.
Oggi ho una febbre da cavallo.
Antonio, 13.11.04 | link | 0 comments |

12.11.04

Un blog monotematico

Il video di I have forgiven Jesus si preannuncia molto interessante.
Antonio, 12.11.04 | link | 0 comments |

Ummagumma

In un paio di commenti su altri blog, ho ripreso la mia personale campagna di odio verso il gruppo che maggiormente detesto nella storia della musica: i Pink Floyd.
Il fatto che, in autostrada, un pò di giorni fa, un'amica mi abbia costretto a subire l'intera Shine on you crazy diamond, canticchiando anche l'intero, elefantiaco, assolo di chitarra, non è assolutamente casuale.
Antonio, 12.11.04 | link | 0 comments |

11.11.04

Gli anni in motorino, sempre in due

Il concerto era in un teatro. Il che vuol dire che stavamo tutti belli comodi sulle poltrone, a goderci la musica. Verso la metà della scaletta, Erlend ha pronunciato il classico "siete troppo lontani, perchè non venite a mettervi sotto il palco".
In altri tempi, avrei provveduto a saltare sulle sedie modello Benigni alla notte degli Oscar, ed avrei raggiunto velocemente il palco. Stavolta, sono rimasto comodamente seduto fino alla fine, e di alzarmi non mi è passato neanche per l'anticamera del cervello, neanche per un attimo. Ecco, questo credo che voglia dire qualcosa.
Antonio, 11.11.04 | link | 0 comments |

10.11.04

L'ho visto prima io, è mio

Boy George confessa di essere sempre stato innamorato di Zio Ciuffo.
Antonio, 10.11.04 | link | 0 comments |

9.11.04

Belle serate

Il mio vicino di poltrona, cinquantenne in giacca e cravatta, verso la donna al suo fianco, tutta tintillante di gioielli: "Hanno le facce pulite.. si vede che sono bravi ragazzi e che non si drogano".

Nel frattempo, Erlend suonava Boys don't Cry, festeggiava i suoi storici occhialoni, persi in una stanza d'albergo a Palermo ed appena restituiti, e dirigeva il pubblico sui cori di Know How.
Eirik, invece, rifletteva che, pur non essendo mai stato a Napoli, si sentiva a casa: strade strette, freddo e pioggia.

Inutile dire che un gruppo che dice "non abbiamo i soldi per portare i violini in tournèè, quindi potete fischiettare la loro parte" e si trascina un intero teatro a fischiettare per intere canzoni, ha tutta la mia eterna stima.

Nota agli organizzatori dei concerti al sud Italia: era tutto strapieno, tutto il teatro. Come sempre, quelle poche volte che decidete che al sud si possa fare un concerto, che non sia di Gigi D'Alessio o di Renato Zero.
Antonio, 9.11.04 | link | 0 comments |

7.11.04

Faccio cose

Oggi questo, domani loro. Che poi io decida di riprendere ad avere una vita sociale proprio nei giorni nei quali fa improvvisamente freddo ed i lupi scendono dai monti, beh, fa parte del personaggio.
Antonio, 7.11.04 | link | 0 comments |

5.11.04

Soul Express

Per il suo lavoro con i Bottari, Enzo Avitabile ha ricevuto una nomination per i prestigiosi World Music Awards della Bbc.
Tanti anni fa, Avitabile provava in una saletta di fianco alla stanza dove un invasato, pagato dai miei genitori per insegnarmi a suonare la chitarra, mi imponeva ore di pentatoniche, ripetizioni di Segovia e aforismi sul blues che è il senso della vita.
Visti gli scarsissimi risultati, mi spinse a portare una cassettina con quello che piaceva a me. Io arrivai con due brani, There she goes dei La's e This night has opened my eyes degli Smiths. Lui le ascoltò, mi rise in faccia, catalogò Johnny Marr come un chitarrista di merda, e riprese le lezioni nel suo stile.
Il risultato è stato: che io ancora oggi odio il blues, che non sono mai riuscito a prendere gli accordi col barrè, non ho mai più toccato una chitarra da dieci anni a questa parte, ed appena sento le canzoni di Avitabile mi torna in mente di andare a spaccare la faccia all'invasato.
Auguri comunque.
Antonio, 5.11.04 | link | 0 comments |

3.11.04

Se la vostra squadra del cuore ha perso

Ancora tristi per la vittoria di Giorgdabliù? Fossi in voi, mi farei un giro qui.
Antonio, 3.11.04 | link | 0 comments |

Mimmo

A margine della rielezione di Giorgdabliù, in America si sono anche tenuti una serie di referendum sul matrimonio gay. Undici stati su undici hanno rispedito al mittente la proposta.

Si può pensare che il mondo sia cattivo. Oppure, si può iniziare a pensare che ci sia un errore politico di fondo, che spinge al fallimento queste iniziative.
Se vado dal mio salumiere, e gli parlo di matrimonio gay, lui si immaginerà la chiesa, l’organo, la gente emozionata, ed una sposa baffuta.
Se vado dal mio salumiere, e gli dico che due persone, che hanno lo stesso sesso e si amano, hanno il diritto di vedersi riconosciuti una serie di diritti, civili e patrimoniali, magari lui mi starà ad ascoltare. Magari non sarà subito d’accordo, ma almeno mi ascolterà. Non si metterà a ridere, chiudendo subito il discorso.

Non voglio mettere in mezzo il discorso dell’adozione. Voglio solo parlare di diritti. Quelli civili si conquistano sul campo, nella realtà. Ed è difficile conquistare diritti quando si propaganda, anche e soprattutto da parte della stessa comunità omosessuale, una immagine stereotipata. Quelli patrimoniali, con un po’ di furbizia e di conoscenza della legge, si possono già oggi assicurare al proprio compagno, o compagna. Ma andiamo avanti, cerchiamo di rendere tutto questo chiaro, palese, fissato nelle leggi. Cerchiamo di uscire allo scoperto.

Ed allora, perché usare la parola “matrimonio”? Qualcuno pensa veramente che un giorno la chiesa consentirà a due persone dello stesso sesso di ricevere il rito religioso? E farebbe bene, una religione, a consentirlo? Qualcuno di voi sente, realmente, la necessità di celebrare la propria unione in una chiesa? Volete veramente confetti, marce nuziali, preti che narcotizzano intere navate con prediche infinite?
Smettiamo di chiamarlo matrimonio. Chiamiamolo Mimmo, d’ora in poi. Vediamo che succede.
Antonio, 3.11.04 | link | 0 comments |

Although I'm shaved, I voted for Bush

Comprendere il voto americano, mediante la tua vicina di blog.
(scovata da quel genio del male che è Daria)
Antonio, 3.11.04 | link | 0 comments |

2.11.04

Pregi del sistema americano

Pensa ad essere, ora, nei panni di Kerry. Tra poche ore potresti essere l'uomo più potente del mondo. Oppure tornare per sempre nel limbo, quello popolato dagli Al Gore di tutti i tempi, quelli che hanno perso ed, in quanto perdenti, scompariranno per sempre dalla scena politica.
Come se noi, da anni, non avessimo mai più sentito parlare di Rutelli.
Antonio, 2.11.04 | link | 0 comments |

La sbornia dopo uno strano fine settimana

Mezza blogosfera ti ha dato del genio per una cosa che hai scarabocchiato su un foglietto, mentre tentavi di non fare bruciare quello che avevi messo nel forno. Non ti sei montato la testa, quando stamattina sei uscito di casa ed hai firmato autografi prima di salire nella limousine. Contemporaneamente, la tua vita sentimentale è andata ampiamente a rotoli, e la tua vita sociale è alquanto simile a quella di Madre Teresa di Calcutta. Dopo il funerale.

A questo punto, puoi tornare sul blog con un post geniale, sarcastico, ironico e commovente.
Oppure scrivere la prima cazzata che ti passa per la testa.
La strada più facile è sempre stata la mia preferita.
Antonio, 2.11.04 | link | 0 comments |