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19.5.04

Fenomenologia del Figlio Unico

Una disfida di parole con Gomi.

Quando dici alla gente che sei figlio unico, il loro sguardo cambia.
Prima avevi potuto suscitare in loro simpatia, antipatia, odio, amore. Ora i loro occhi, implacabilmente ti lanciano un solo messaggio: ‘stu viziat’e’mmerd’ (1).

Va bene, avete ragione. Da bambino ho avuto la cameretta tutta per me, e non dovevo dividerla con un fratello maggiore metallaro che si faceva le canne e portava le scarpe da ginnastica senza calzini anche il quindici di agosto.
Va bene, avete ragione. I vestiti li compravano direttamente per me. E non è che, per risparmiare, mi facevano mettere lo stesso cappottino rosa confetto appena dismesso dalla sorella maggiore, tanto tutto sommato ti sta bene lo stesso.

Però, signori della giuria, provate a pensare anche ad altro.
Pensate che quando a casa succedeva qualcosa, e c’era bisogno di un capro espiatorio, la ‘cazziata’(2) si ripartiva egualmente tra tutti e sette voi fratelli.
Io ero l’unico, e se la prendevano sempre con me.
Pensate a quando uscivate la sera. Se ne rincasavano sei su sette, i vostri genitori andavano a letto soddisfatti del loro ruolo di educatori.
Io ero l’unico. Mi aspettavano come vedette sul balcone, e mi comunicavano con precisione svizzera i nanosecondi di ritardo rispetto all’orario concordato. Da loro.

Noi figli unici combattevamo da soli la nostra battaglia. Per questo, quando ci conoscete oggi, possiamo apparirvi sotto due forme. Se il nostro umore è lievemente plumbeo, siamo muti come statue di sale. Se il nostro umore è lievemente euforico, diventiamo inarrestabili logorroici.
Però ci troviamo bene tra di noi. Cresciuti con il dubbio di cosa sarà mai voluto dire avere un fratello o una sorella, ce li siamo scelti, ci siamo creati una famiglia di affetti, e non di sangue. Ci siamo abituati a non aver paura a rimanere da soli. E poiché di necessità virtù, i nostri spazi di solitudine sono divenuti un’ineluttabile esigenza. Ci troviamo bene tra di noi perché, tra figli unici, sappiamo odorarci e rispettare i nostri spazi. Quando ci passa, e decidiamo di tuffarci in mezzo alle persone, sembra che ci riesca molto bene. Ma prima, non rimaneteci male se vi chiediamo di lasciarci in pace.

(1) neapolitan for ‘orsù confessa, giovane uomo: sei una persona lievemente viziata’
(2) neapolitan for : colloquio tra genitori e figli, nel quale gli ultimi vengono sottoposti ad un fermo rimprovero per non aver correttamente eseguito gli ordini dai primi impartiti
Antonio, 19.5.04

7 Comments:

questo articolo è fantastico... e se mi permetti dafiglio unico e da tuo omonimo permettimi di riportarlo anche nel mio blog ovviamente citandoti come fonte....
Blogger Antonio Picciau, at 12:58 AM  
CONCORDO IN TUTTO peccato che il post sia vecchiotto...
angela
Anonymous Anonimo, at 11:11 AM  
Sono la maggiore di tre figli e a quasi 30 anni sono fidanzata con un figlio unico.Un casino! Ora sono io la prima donna e non più sua madre. E lei mi fa la guerra sottile e subdola peggio della guerra fredda.Sarà bello essere figli unici, ma fate un sondaggio tra i partners e ditemi come la pensano. Aiuto!
lilla
Anonymous Anonimo, at 5:59 PM  
ma che colpa ne abbiamo se siamo figli unici?
Io ho avuto molte attenzioni dai genitori, ma anche molte responsabilità che non ha potuto dividere con altri fratelli.
Non ho diviso i giochi, ma non ho avuto nessuno con cui confidarmi e confrontarmi.
Non rimpiango nulla: questa è la mia condizione, l'accetto, non posso cambiarla.
Ci sono molte cose che non vanno anche nelle famiglie con molti figli, ve lo assicuro.
Anonymous Anonimo, at 1:13 PM  
Sono incappata in questo tuo post cercando materiale per un post sul mio blog dedicato ai genitori (genitoricrescono.com). In realtà cercavo dati statistici sui figli unici in Italia, ma è apparso anche questo.
Sono figlia unica e mi sono fatta un'allegra risata di cuore.
Non so se ancora leggi i commenti ad un post di 5 anni fa', ma io lo citerò nel mio post: perchè è semplice, è diretto, è limpido.
Ovviamente citerò la fonte.
Grazie della buona risata.
Anonymous Silvia, at 3:45 PM  
Io cercavo materiale per fare un saggio breve sulla condizione dei figli unici in Italia,che a quanto pare dalle statistiche è il paese a livello mondiale con il maggior numero di figli unici nelle famiglie...e sono capitata qui!!
Io ho 17 anni e un fratello di 12,e non so come ci si senta ad essere figli unici...ma questo post mi è piaciuto molto!!
Quindi grazie delle informazioni!!
Ilaria XD
Anonymous Anonimo, at 3:01 PM  
Beh, siccome il fratello metallaro non ce l'avevo, ci sono diventato direttamente io ed ho fatto prima. Per il resto condivido tuttoq uello che hai scritto :)
Anonymous Macross, at 11:42 PM  

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